
Un progetto spiegato con chiarezza, oggi travisato e trascinato in uno scontro che non gli appartiene.
Negli ultimi giorni abbiamo letto più volte la parola “sostituzione”.
È una parola che non appartiene a questo progetto. E sorprende che venga ancora utilizzata, perché sin dall’inizio abbiamo detto e ripetuto con chiarezza un concetto molto semplice: ’Mbracciata non nasce per togliere nulla alla tradizione messinese.
La pasticceria di Pietro ama e rispetta le tradizioni da sempre. Le custodisce ogni giorno, nei suoi laboratori e nelle sue vetrine. Se ’Mbracciata sarà in prima fila, la Pignolata e tutti gli altri dolci tipici saranno sempre davanti. Perché sono radici, non mode.
Questo è stato dichiarato pubblicamente, in conferenza stampa, e riportato anche dalle principali testate giornalistiche messinesi. Non è mai esistita, né nelle parole né nelle intenzioni, alcuna volontà di sostituire o mettere in discussione le eccellenze storiche della città.
’Mbracciata è un’aggiunta. Un racconto. Un simbolo legato alla rinascita dopo il 1908. Nulla di più, nulla di meno.
Parlare di sostituzione significa non aver compreso – o non aver voluto comprendere – ciò che è stato spiegato fin dal primo giorno.
Le parole sono registrate. Le polemiche sono costruite.
In questi giorni abbiamo letto ricostruzioni e titoli che non corrispondono a quanto dichiarato pubblicamente.
Le parole pronunciate in conferenza stampa sono registrate, riportate e facilmente verificabili. Non contengono alcun riferimento a sostituzioni, gerarchie o “patenti” sulla tradizione. Parlano di un’aggiunta. Di un racconto. Di un simbolo legato alla rinascita della città dopo il 1908.
Il dolce può piacere o non piacere. Può convincere o non convincere. Questo appartiene al gusto personale, ed è legittimo.
Ma i fatti dichiarati sono un’altra cosa. E quelli sono pubblici.
Attribuire al progetto intenzioni mai espresse significa costruire una narrazione diversa da quella reale.
Noi rispondiamo solo di ciò che abbiamo detto. E ciò che abbiamo detto è documentato.
Le informazioni sono chiare. Chi continua a parlare di sostituzione sceglie di non ascoltare.
Non entreremo nel merito di polemiche personali o di attacchi costruiti su presupposti che non esistono.
Le parole pronunciate sono pubbliche, registrate e verificabili. Chiunque può ascoltarle, leggerle, informarsi. I fatti sono a disposizione di tutti.
Il dolce può piacere o non piacere. Questo è legittimo. Il gusto non si discute.
Ma continuare a parlare di “sostituzione” dopo che è stato spiegato, chiarito e documentato il contrario non è una questione di opinioni: è una scelta di non informarsi.
Noi abbiamo parlato con chiarezza.
Abbiamo agito con rispetto.
Continueremo a farlo.
La tradizione messinese non è in discussione. Non lo è mai stata.
Chi vorrà capire potrà farlo. Le informazioni sono lì.
Il resto non ci appartiene.
